Progetti e ricerca
Aitsam Onlus - Progetto Laboratori di cittadinanza partecipata


Progetto Laboratori di cittadinanza partecipata
Promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dall’Osservatorio Nazionale per il Volontariato

Progetto Laboratori di cittadinanza partecipata
Premessa
L’AITSaM è impegnata – in varie forme – nel superamento del pregiudizio e dello stigma e nella tutela del benessere e della salute mentale, patrimonio prezioso di ogni cittadino e della comunità, bene da preservare poiché “non c’è salute senza salute mentale” (OMS).
Dati nazionali ed internazionali sul disagio giovanile evidenziano, già nella prima infanzia e adolescenza, problematicità di vario grado e indicano elementi di particolare e preoccupante rilievo: minori a rischio psico-sociale - emergenza educativa - stili di vita inadeguati.

Finalità
Si ritiene utile coinvolgere gli alunni già nelle classi 5° della Scuola primaria per:
  • promuovere il protagonismo attivo nel proprio territorio, sviluppando responsabilità, competenze e stili di vita orientati all’inclusione sociale, alla promozione e alla pratica della cittadinanza attiva che si può concretizzare nel concetto di welfare “la vita buona nella società attiva”.
  • indirizzare i giovanissimi alunni a migliorare la conoscenza del proprio territorio, evidenziarne i bisogni e le criticità, individuare e progettare soluzioni efficaci per il singolo e per la comunità.

Linee di intervento del laboratorio
I bisogni emergenti vengono confermati al primo contatto con i giovani partecipanti al progetto che rivelano una incerta conoscenza di sé , della definizione delle proprie difficoltà, delle proprie risorse, della potenzialità del gruppo, del proprio territorio compatibili con la giovanissima età, ma con frequenti punte di disagio che richiedono un intervento volto a:
  • Educare alle emozioni e alle relazioni; acquisire consapevolezza e viverle pienamente, in modo “sano”; a “coltivare” le relazioni nel rispetto di se stessi, degli altri e di ogni diversità e specificità.
  • Promuovere la “persona”- acquisire consapevolezza di sé, conoscere i propri Diritti (Carta dei diritti dell’infanzia) e Doveri (verso se stessi e verso gli altri); educare alla fiducia, al rispetto della riservatezza e della volontà del singolo (privacy).
  • Elaborare stili di vita consoni. Sviluppare solidarietà, responsabilità, spirito di gruppo; disseminare i valori del volontariato; introdurre il valore dell’auto-mutuo-aiuto : benessere collettivo star bene con sé e con gli altri
  • Conoscere il proprio Territorio, approfondire il concetto di Comunità, valorizzare la partecipazione, diventare cittadini consapevoli e attivi, avviare alla Progettazione sociale.
Il percorso
  • Incontri di: conoscenza e progettazione con le insegnanti e con la preside e condivisione delle linee guida delle attività; definizione del programma e delle modalità di intervento.
  • Incontro informativo con i genitori degli alunni di entrambe le classi
  • Proposta agli alunni delle attività principali
  • Coinvolgimento del Consultorio distrettuale, collaborazione con un educatore /psicologo esperto e individuazione modalità di lavoro adeguate e condivise
Programma
(Tutte le attività sono state riprese e documentate in un DVD)

I° Fase - Il volontariato e il volontario
Viene presentata agli alunni la Carta dei Valori del volontariato e la legge 266 del ’90 che la norma. Insieme agli alunni vengono commentati i doveri del volontariato che si riassumono nella gratuità; nella solidarietà e nella partecipazione; nella disponibilità e nella responsabilità verso se stessi e verso gli altri.
Vengono definite le finalità del volontariato compendiate nell’aiuto alle persone in difficoltà, il prendersi cura di…, il coinvolgimento e la condivisione, la crescita di ciascuno e di tutti per il benessere della comunità. Essere volontario rappresenta un valore aggiunto alla propria vita: è utile agli altri e allo stesso tempo fa bene a se stessi.

II° Fase - La progettazione sociale
In questa fase vengono presentati ai giovani partecipanti gli strumenti di conoscenza del proprio territorio allo scopo di rilevarne i bisogni, le problematiche, gli ostacoli che si frappongono al miglioramento; le modalità di progettazione e programmazione; gli strumenti di monitoraggio e di valutazione del processo; la capacità di individuare ed attivare risorse. Il valore della collaborazione, del fare assieme per uno scopo comune.

III° Fase - Stili di vita
In questa fase vengono realizzati due interventi:
  1. Lettura e commento del libro “Maria la rosa”che narra una poetica storia di impegno nell’aiuto verso le persone in difficoltà raccontata, attraverso le immagini, dall’ illustratrice stessa che all’epoca della produzione era una ragazzina di 13 anni. Realizzazione della “Rosa dei proponimenti per il futuro”: ciascun alunno ha affidato ad un petalo- che assieme agli altri ha composto una grande rosa - il proprio progetto di vita, il dono che intende fare di sé al mondo.
  2. Laboratorio espressivo - emozionale gestito dalle insegnanti, dai volontarie dell’AITSaM, dall’educatore messo a disposizione dall’associazione per realizzare i seguenti obiettivi:
    1. espressione sia personale sia di gruppo attraverso narrazioni, scritti, disegni dei bisogni dei disagi, delle paure, dei desideri, delle aspettative… Selezione con il gruppo di disegni e testi e ed elaborazione di storie- racconti ad orientamento etico-sociale .
    2. produzione di un libro gigante che raccoglie tutti gli elaborati prodotti nella fase A.
    3. strutturazione della “cassetta degli attrezzi” personale, che raccoglie le esperienze e le soluzioni individuate da ciascuno per sentirsi bene, il pronto soccorso che ogni alunno potrà utilizzare come per superare le situazioni di difficoltà e sofferenza che potranno presentarsi nella vita
    4. realizzazione della “filastrocca dei desideri” nella quale gli alunni raccontano le speranze, i propositi, gli obiettivi, i desideri per il proprio domani. La filastrocca, musicata con l’aiuto dell’insegnante specifica e suonata da un piccolo complesso di clarinettisti, è divenuta la “canzone della gioia” che i ragazzi interpretano in coro, il motivetto che li accompagnerà nel loro percorso, il ricordo dei giorni della Scuola, dell’ infanzia ricca di fiducia, di progetti, speranza.
Metodologia
  • Sono state utilizzati strumenti di gioco (cosa ci accomuna), di fantasia (le storie e le metafore), creatività (disegno e costruzione del libro gigante), di coinvolgimento (il gruppo, il Racconto), di coping (il Testo, il volontariato) per rendere complici i ragazzi in modo fresco e distensivo per non rendere pesanti alcuni temi impegnativi.
  • E’ stato giocosamente valorizzato ciò che accomuna e sfumato ciò che divide per superare gli ostacoli già presenti nella cultura e acriticamente assorbiti dai ragazzi, la resistenza alla confidenza e alla fiducia che produce incomprensioni ed isolamento.
  • Il lavoro di gruppo, condiviso con la classe parallela, ha contribuito al coinvolgimento e a rinforzare il senso di appartenenza, di gruppo, inizialmente carente.
  • La narrazione e la composizione della filastrocca, sono state un ulteriore strumento unificante e gratificante per i gruppi.
  • La valutazione personale e riservata sul percorso formativo complessivo e sul lavoro dei formatori ha stimolato la riflessione, valorizzato e responsabilizzato gli alunni.
  • La realizzazione dei due eventi pubblici ha premiato l’impegno dei ragazzi e ha consentito loro di esprimersi briosamente in un contesto sociale complesso ed autorevole.
Gli Eventi pubblici
  • Per valorizzare e premiare l’impegno dei partecipanti e offrire loro l’opportunità di comunicare alla Comunità il percorso compiuto sono stati organizzati due eventi significativi e molto gratificanti per gli alunni: il primo nell’aula magna della scuola alla presenza delle autorità locali e provinciali, degli insegnanti, delle famiglie, dei cittadini, dei formatori; il secondo organizzato dalla Provincia di Treviso nella propria sede.
  • Sono stati esposti i lavori prodotti, proiettato il filmato dei laboratori, presentata la filastrocca composta e musicata dai ragazzi.
  • A tutti gli alunni (ed ai rappresentanti istituzionali) è stata consegnata una cartella contenente: il DVD che testimonia il lavoro svolto il libro della Progettazione Sociale (editato dall’Aitsam), la Carta dei Valori del Volontariato, il libro Maria la Rosa (donato dal Centro Studi Maria Bolognesi di Rovigo), il Libro Verde e il Libro Bianco “La vita buona nella società attiva”prodotto dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.
Risultati raggiunti
  • Gli alunni hanno dimostrato di possedere ottime risorse e creatività che li hanno sostenuti sia nella realizzazione pratica dell’attività sia nella fase di riflessione immediatamente successive.
  • Hanno appreso a dare spazio alla condivisione, nel rispetto della riservatezza e della volontà del singolo.
  • Hanno preso consapevolezza delle risorse che possiedono individualmente e come gruppo per migliorare il benessere;
  • Hanno sperimentato la molteplicità di vissuti e interpretazioni personali che ciascuno attribuisce alle situazioni che vive .
  • Sono emersi in modo evidente i bisogni di riconoscimento da parte dell’adulto e la tendenza a partecipare in modo spontaneo e ricco di energia.
  • Individuazione del filo conduttore che lega le varie fasi del progetto e bilancio del percorso in classe.
  • Capacità di comparare il percorso fatto con le aspettative espresse durante il primo incontro.
  • Comprensione del significato di “promozione del benessere” e della “cittadinanza partecipata”.
  • Attribuzione spontanea di senso al progetto: ”Ci avete aiutato a fare il passaggio alla scuola media”, una lettura del percorso quale strumento di maturazione, esperienza formativa alla convivenza sociale per crescere e lavorare proficuamente insieme.