AITSaM Onlus

Comitato di Gestione AITSaM Onlus Provincia di Treviso

CONVEGNO
PROGETTO INNOVATIVO
RESIDENZIALITÀ ASSISTITA NON ISTITUZIONALE
"CASA MIA"
Iniziativa finanziata dal Comitato di Gestione del Fondo Speciale per il Volontariato del Veneto
Bando CO.GE n.3 28/02/2012
Bando regionale DGR 1626 del 31/7/2012
L.R. n.11/2001- BUR.V. n. 67 - 10 agosto 2012

PIANO SOCIO SANITARIO REGIONALE L. 190 - 2012/2016

Nei processi di reintegrazione sociale di pazienti con disturbi psichici, si auspica il coinvolgimento di soggetti sociali come le famiglie, il terzo settore, l’associazionismo e il volontariato da cui scaturisce l’opportunità di attiva e partecipata cittadinanza per le persone coinvolte, per i gruppi di appartenenza, per la loro rete parentale.

I percorsi di salute mentale che nella nostra Regione Veneto sono a disposizione dei singoli utenti e dei gruppi di ospiti mirano, dopo il primo necessario intervento sanitario, alla loro progressiva e graduale reintegrazione/riabilitazione nella Comunità valorizzando le partnerschip tra enti, servizi pubblici e ONLUS.

Piano di Zona 2011-2015 dell’AULSS 9

Area Salute Mentale - Si evidenzia la necessità di “riattivare le politiche dell’abitare” in ragione della “grave difficoltà nel reperire soluzioni abitative autonome” individuando come una delle priorità di intervento la “collaborazione con i Comuni per l’attuazione di soluzioni abitative a carattere transitorio e permanente per utenti del DSM ove il bisogno abitativo emerga a conclusione positiva del percorso terapeutico riabilitativo”.

PROGETTO OBIETTIVO SALUTE MENTALE DGR 651/2010

A fianco ed ad integrazione delle strutture residenziali formalmente definite nei DSM, vanno prese in considerazione, incentivate e sostenute modalità nell‘affrontare problemi, quali quelli dell‘abitare che si caratterizzano per un buon livello di autonomia e meglio garantiscono il protagonismo dell‘utenza, anche con l‘apporto di risorse proprie, del privato sociale, delle Aziende Territoriali di Edilizia Residenziale (ATER), della famiglia, favorendo e incentivando le proposte delle famiglie e degli enti che intendono donare o dare in comodato d‘uso gratuito abitazioni per gli utenti.

Un approccio al problema della salute mentale orientato alla comunità pone anche la questione di una formazione di “operatori di confine“ in grado di operare come interfaccia fra il sistema dei servizi istituzionali/formali e l‘area delle reti informali della comunità, facendo interagire i due sistemi e creando connessioni e canali di comunicazione ove possa avvenire uno scambio di risorse.

OBIETTIVI DEL PROGETTO

Promuovere un’ulteriore fase di sviluppo dell’autonomia abitativa delle persone, individuando un modo alternativo e finanziariamente sostenibile di sostenere la maggiore autonomia abitativa possibile affinchè le persone possano uscire dalla “residenzialità istituzionale”, vivere una vita normale, liberando posti per altre persone che versano in stato di disagio, favorendo il turn-over delle strutture “istituzionali”.

La rete di collaborazioni in cui l’AITSaM è attiva permette la proposta di questo innovativo progetto che riguarda l’inserimento di un certo numero di utenti, “forzatamente” ospiti da anni in strutture del DSM per assenza di soluzioni abitative, in strutture residenziali private mediante la realizzazione di “gruppi di convivenza” al fine di proseguire nel percorso sia di autonomia che di restituzione sociale.

  • Obiettivo primario del progetto è di assicurare alle persone coinvolte modalità di vita il più possibile “normali”- paragonabili a quelle di qualsiasi altro cittadino- attraverso il rafforzamento delle abilità già conseguite e la pratica di relazioni socializzanti.


  • Ulteriore acquisizione è favorire il protagonismo e la responsabilità degli utenti e dei familiari nel percorso emancipativo, nella buona conduzione, nella continuità del progetto, nel funzionamento delle strutture.

GLI ASPETTI INNOVATIVI DEL PROGETTO
  • Acquisizione di autentica cittadinanza.
  • Una nuova esperienza di collaborazione tra i diversi soggetti sociali, pubblici e privati
  • Impegno diretto e tutelare dell’Associazione nella realizzazione e nella continuità del progetto quale soggetto terzo tra utenti e servizi; stipula contratti di locazione, assunzione e gestione del personale di assistenza, supervisione delle abitazioni, rapporti con famiglie e servizi
  • La cooperativa I Tigli2 si impegna nella ricerca delle abitazioni, canoni utenze, rapporti locativi, contabilità fiscale, manutenzioni
  • La Provincia di Treviso collabora alla progettazione e realizzazione del percorso formativo specifico
  • I Comuni si impegnano nella collaborazione e diffusione del progetto
  • Il DSM collabora alla selezione dei destinatari per ogni abitazione, monitoraggio dei percorsi, formazione del personale

FASE SPERIMENTALE
  • Le persone idonee da inserire nelle case sono utenti del Dipartimento di Salute Mentale, in particolare ospiti di strutture gestite in convenzione o appalto da Cooperative di tipo A, per le quali l’intervento del Centro di Salute Mentale si limita ad alcuni interventi programmati che saranno mantenuti.


  • Il livello di autonomia di queste persone è adeguato alla necessità del quotidiano e, se guidate, possono provvedere in prima persona al mantenimento dell’igiene della struttura e personale; godono da alcuni anni di una salute psichica stabile e non richiedono ricoveri sanitari e/o altri interventi intensivi da altrettanto tempo.

“Casa mia” saranno “civili abitazioni” preferibilmente case o appartamenti in piccole unità immobiliari, inseriti in zone residenziali per offrire facile accesso ai mezzi di trasporto e ad altri servizi e luoghi pubblici, che favoriscano la quotidianità degli abitanti ed una naturale integrazione, rispondenti in maniera appropriata ai bisogni di questa specifica fase del percorso socio-riabilitativo.

  • Per “vivere in autonomia”, le persone inserite necessitano di un supporto per un tempo orario limitato da parte di persone con adeguata disponibilità e abilità personale, anche se prive di una specifica professionalità sanitario-assistenziale.

  • Si ipotizza per ogni abitazione un familiare volontario responsabile con funzione di osservatore, monitore, mediatore e un Amministratore di Sostegno - o più - nell’eventualità che alcune persone godano già di tale amministrazione.

LE ASSISTENTI FAMILIARI

Il supporto differenziato è previsto per un numero di ore variabile - secondo l’evolversi dei bisogni - per tutti i giorni dell’anno, ogni festività compresa. È fornito da assistenti familiari selezionate in accordo con lo Sportello provinciale e formate in collaborazione tra AITSaM, Provincia di Treviso, DSM - AULSS 9).

Le assistenti familiari si alternano in modo da poter assicurare un supporto continuo, godere dei giorni liberi previsti per legge e coprire con reciproche sostituzioni eventuali malattie ed i periodi di ferie.


LA FORMAZIONE CONDIVISA

Al fine di mettere i volontari e le assistenti familiari nelle condizioni di esercitare appieno il proprio ruolo nell’ambito del progetto è prevista una preliminare azione di tipo formativo e che una parte del percorso di formazione sia fatto congiuntamente tra volontari e assistenti famigliari al fine di trasferire e condividere le conoscenze e le competenze necessarie.

COSTI DEL PROGETTO

  • Dopo l’avvio, le spese di mantenimento per affitto, vitto e utenze vengono sostenute a regime dagli utenti con una quota stabilita, messa in comune mensilmente con l’aiuto, dove possibile, della famiglia. Con le borse lavoro o altre piccole entrate gli utenti pagano in autonomia caffè, sigarette, capi di vestiario e altro di personale.

  • Lo stipendio delle assistenti familiari può rappresentare un onere che richiede interventi di tipo istituzionale.

  • La spesa complessiva prevista varia, a seconda dell’intensità della protezione assicurata, da diciotto a venticinque euro giornalieri.

L’IMPEGNO DELL’AITSAM

Per affrontare la fase sperimentale : reperimento alloggi, spese di avvio, anticipazione delle mensilità cauzionali di affitto, arredamenti, assicurazioni, utenze, ecc., l’AITSaM ha partecipato ai Bandi regionali e CO.GE destinati al volontariato.

Successivamente, a regime, si richiederanno eventuali Fondi regionali per l’Autonomia delle persone disabili, finanziamenti su progetto di Fondazioni e Organismi con finalità sociali.

PARTNERS

PARTNERS DEL PROGETTO COGE
Sezioni AITSaM di Oderzo e Treviso, Adria, Portogruaro
Conferenza dei Sindaci ULSS 19 Adria
Comuni di Gorgo al Monticano, Portogruaro
ULSS 9 Treviso, ULSS 19 Adria
Provincia di Treviso
Cooperativa Sociale di tipo B "I Tigli 2"
Fondazione l’Albero della Vita, Sinodè

PARTNERS DEL PROGETTO REGIONALE
Sezioni AITSaM di Oderzo e Treviso
Cooperativa Sociale di tipo B "I Tigli 2"
Rotary Club, Fondazione l’Albero della vita

Comuni di:

Treviso (Distretto1)
Villorba
Carbonera
Maserada sul Piave
Morgano (Distretto 2 TV Nord)
Mogliano Veneto
Casier (Distretto 3 Mogliano)
Ormelle
Ponte di Piave
Salgareda (Distretto 4 Opitergino-Mottense)